26 Mar Il Dizionario di Psicanalisi – di Roland Chemama
Conferenza tenuta a Roma, il 18 febbraio 2005 presso il Centro di Studi Italo-Francesi dell’Univ. degli Studi “Roma Tre” (Piazza Campitelli, 3), in occasione della presentazione del “Dizionario di psicanalisi”, a cura di R. Chemama-B. Vandermersch, Roma, Gremese, 2004. Edizione italiana a cura di Carlo Albarello e del Laboratorio Freudiano per la formazione degli psicoterapeuti.
di Roland Chemama
Vi ringrazio per avermi invitato a parlare in questo luogo, non solo in questa sala storica, ma anche in questa città importantissima per la storia della psicanalisi lacaniana. Nel 1953 Lacan pronunciò il Rapporto di Roma, ossia Funzione e campo della parola e del linguaggio in psicoanalisi, che costituisce propriamente l’atto di nascita della psicoanalisi lacaniana.
I tanti interventi che Lacan ha fatto a Roma sono sempre stati molto importanti e hanno contribuito a tessere legami di lavoro importanti tra psicanalisti francesi e italiani.
Il secondo motivo per cui vi voglio ringraziare è l’attenzione che avete dimostrato nel leggere questo libro da tradurre e, siccome l’avete letto prima di me e Muriel Drazien me l’ha chiesto, parlerò della storia di questo dizionario.
Potremmo parlare dell’orientamento del lavoro e discutere poi in questa direzione. Prima di questo dizionario, esisteva un unico dizionario di psicanalisi: L’enciclopedia della Psicanalisi di Laplanche- Pontalis, un buon dizionario in cui i termini freudiani sono scelti in modo preciso, con riferimenti al testo più numerosi rispetto a quelli che abbiamo fatto noi nel dizionario.
Tuttavia, la difficoltà con il dizionario Laplanche-Pontalis è che è rimasto sempre lo stesso e siccome è stato fatto agli inizi dell’insegnamento di Lacan, ha introdotto pochissimi termini lacaniani. Solo questo bastava a giustificare l’interesse per noi a fare nuovo dizionario.
Abbiamo avuto l’idea che un dizionario non dovesse essere chiuso una volta per sempre e cosi abbiamo realizzato un dizionario in progress.
Voi avete tradotto la terza fase di questo lavoro, ne faremo una quarta che sarete costretti a tradurre! Poiché le osservazioni che avete mosso, leggendo così bene il dizionario, mi portano a pensare che bisogna a tutti i costi scrivere una voce aggressività.
Penso che se abbiamo privilegiato la parola odio è perché, in una prospettiva lacaniana, l’aggressività è un fenomeno più di superficie, percepibile a livello dell’io e riconducibile a reazioni di prestanza, di rivalità dell’io. L’odio invece si rivolge all’essere, quell’essere che cerchiamo di fondare, per esempio nella referenza a Dio o, per esempio, situandolo dal lato di un oggetto che causa il nostro desiderio ma che, al tempo stesso, ci da fastidio, ci disturba, ci toglie la tranquillità e credo che l’autore della voce del dizionario mostri come, in questo senso, l’odio possa essere costitutivo.
Ritornando alla storia della nascita di questo dizionario, vi è da dire che c’era stato all’Ecole Freudienne de Paris un gruppo che si riuniva sotto l’organizzazione di Charles Melmann, il primo gruppo che ho frequentato per lavorare all’EFP.
Ero un giovane filosofo e facevo analisi non certo per diventare psicoanalista ma, quando si comincia un’analisi, non si sa mai dove porterà. In ogni caso, mi aveva portato ad avere una grande voglia di capire ciò di cui si trattava e dunque a leggere Lacan e a cogliere un poco i suoi termini. Mi accorsi che questi termini non potevano essere fissati una volta per tutte.
Spero che nell’occuparmi di questo dizionario, sia riuscito a far passare questa impossibilità di chiudere il senso di un termine. Penso che interrogarsi sul modo di far lavorare i termini sia presente in modo visibile.
Per esempio, il concetto di Altro varia in Lacan, proprio perché si tratta di un concetto essenziale e forse un concetto tanto più essenziale in quanto, oggi, la dimensione dell’Altro, di ciò che è veramente Altro, è molto ridotta.
Nel nostro mondo contemporaneo è diffusa la convinzione di poter raggiungere sempre qualunque forma di oggetto, di poter stabilire relazioni con chiunque, come se tutto fosse equivalente e la dimensione della separazione e della dissimetria va scomparendo, sebbene siano modalità importanti di referenza all’Altro.
È per questo che Lacan ha introdotto concetti come quello di Altro, che permette di ristrutturare il nostro mondo. In Francia, da qualche tempo, abbiamo un gruppo di lavoro con dei filosofi interessati a tali questioni e anche alla religione.
Questo dizionario, come dicevo, è un dizionario in progress in cui il desiderio di ciascuno era implicato: ossia, avevamo l’idea di un certo numero di termini che bisognava includere.
Per esempio, a livello degli autori della psicanalisi, avrete notato che vi sono autori di cui si parla di meno, autori di cui si parla di più. Ciò è accaduto perché durante il lavoro qualcuno di noi riteneva che uno fosse più importante di un altro. È accaduto con Bion, su cui non mi sarebbe venuto in mente di scrivere una voce importante perché è un autore che io personalmente non conosco molto bene, ma sono stato convinto dal collega che me l’ha proposto.
Ciò che è stato detto su Abraham e in particolare sulla faccenda del film, è una ragione ulteriore per trasformare il dizionario. Ci sarebbero molte cose da aggiungere ma ci sono aspetti che sono già molto nuovi rispetto al dizionario di Laplanche-Pontalis, ad esempio la questione della tecnica. Ci sono voci come fine della cura o direzione della cura che sono il modo di Lacan di occuparsi della questione della tecnica.
Siccome sto parlando della questione dell’orientamento, dirò, fra parentesi, che sono contento di aver sentito dire questa sera che da questo dizionario traspare che Lacan, anche quando era in posizione di rottura, era comunque all’interno del lavoro del Laboratorio Freudiano. Lo dico perché un collega di un’altra scuola lacaniana ha attaccato molto questo dizionario, dicendo che si trattava di un dizionario freudiano-lacaniano, cosa per lui criticabile, perché per costui i due campi sono separati.
Penso che anche quando Lacan inventa cose originali al cento per cento lo fa sempre partendo da problemi che trova in Freud ed è per questo che possiamo discutere con colleghi meno vicini a Lacan.
Spero che questo dizionario permetterà ai colleghi italiani di continuare la discussione. Ciò che è emerso questa sera testimonia che ci saranno dei ritorni sui nostri lavori e che il lavoro continuerà in questo scambio, cosa che nella nostra Association Lacanienne Internationale è sempre stato fruttuoso. Grazie.