29 Nov OPEN DAY – 7 Dicembre 2018
Laboratorio Freudiano Per La Formazione Degli Psicoterapeuti
OPEN DAY
Lungotevere degli Artigiani 30, Roma
Venerdì 7 dicembre 2018 ore 18,00
Associazione psicanalitica Cosa freudiana
Attualità della psicanalisi
È sperimentalmente provato che il comportamento scomposto e iperattivo di un topolino, chiuso affamato in una gabbia ben congegnata, può essere attivamente condizionato se l’apparecchio è stato premunito di una doppia levetta: una connessa al pulsante di un campanello e l’altra allo sportellino di una botola, di modo che al tocco casuale del pedale connesso allo sportellino della botola avviene la puntuale erogazione del cibo, soltanto se eseguito, in sequenza, dopo il tocco della leva che produce il trillo.
Il piccolo animale impara presto a orientare compostamente i suoi passi verso il pedale per ottenere l’erogazione del cibo, soltanto dopo avere abbassato la levetta del campanello.
L’esperimento è ben strutturato, secondo le cognizioni di una logica comportamentista che risponde al progetto razionale dell’operatore.
L’esercizio della parola, che distingue da ogni altro vivente l’essere dell’uomo, lo eleva ma pure lo assoggetta al campo del linguaggio.
Straniero in patria di questo universo, si attiva in colui che parla, a sua insaputa, qualcosa che pare una condanna ma che può rivelarsi una risorsa: la scrittura cifrata dei lapsus, dei sogni e del motto di spirito.
Sono quelle formazioni che richiedono uno specifico magistero di lettura per ritrovare la loro origine nel desiderio inconscio del soggetto.
La scienza dell’inconscio è regolata da leggi che non rispondono alla logica aristotelica del terzo escluso ma a quella caratterizzata da una sovversione del senso: una significazione enigmatica aperta alla creatività.
Soltanto la pratica psicanalitica permette al soggetto analizzante di cogliere quei momenti privilegiati in cui il suo discorso intenzionale è inaspettatamente superato dal controsenso del suo stesso dire, dove però sono all’opera frammenti di quel sapere ch’egli non sa di avere: elementi, lettere alla deriva che la presenza dello psicanalista permette di cifrare per l’invenzione di un sapere nuovo sul proprio desiderio, questa volta legittimato dall’atto analitico.
Gli effetti terapeutici di una tale pratica non sono misurabili come il risultato di un esperimento ma sono testimoniabili, a più lungo respiro, dal mutamento che mobilita la costellazione della struttura soggettiva.